"Mangia meno, muoviti di più." Per decenni ci hanno ripetuto che il dimagrimento è una semplice equazione matematica: calorie in entrata meno calorie in uscita. Ma se fosse così semplice, perché la maggior parte delle diete ipocaloriche fallisce? Perché dopo mesi di sacrifici il peso torna, spesso con gli interessi?
Non tutte le calorie sono uguali. 100 calorie di broccoli non hanno lo stesso effetto metabolico di 100 calorie di coca-cola. Il corpo non è un forno che brucia combustibile, è un sistema biologico complesso regolato da ormoni.
Il modello CICO (Calories In, Calories Out) si basa su un presupposto del 1878: tutte le calorie sono energeticamente equivalenti. Un grammo di carboidrati = 4 kcal, un grammo di proteine = 4 kcal, un grammo di grassi = 9 kcal. Punto.
Secondo questa teoria, se crei un deficit calorico di 500 kcal al giorno, perderai circa mezzo chilo a settimana. Semplice matematica. Peccato che nella realtà biologica non funzioni così.
Quando mangi meno, il corpo non rimane passivo. Rallenta il metabolismo basale, riduce la produzione di ormoni tiroidei, aumenta la fame attraverso la grelina e riduce la leptina (ormone della sazietà). Il risultato? Dopo qualche settimana bruci meno calorie di prima e hai più fame. Adaptive thermogenesis: il corpo si adatta per sopravvivere.
Le calorie non entrano in un "calderone" neutro. Vengono processate attraverso vie metaboliche completamente diverse a seconda della fonte:
Due persone possono mangiare lo stesso cibo, ma i loro batteri intestinali ne estrarranno quantità diverse di energia. Alcuni ceppi batterici ("obesogenic") sono particolarmente efficienti nell'estrarre calorie. Altri producono acidi grassi a catena corta che aumentano il metabolismo. Non è solo quanto mangi, ma anche chi vive nel tuo intestino.
Per digerire, assorbire e metabolizzare il cibo, il corpo consuma energia. Ma non uguale per tutti i macronutrienti:
100 kcal di pollo hanno un impatto netto inferiore rispetto a 100 kcal di pasta.
L'insulina è l'ormone che decide se il corpo brucia o immagazzina grasso. Quando mangi carboidrati (soprattutto raffinati), il glucosio nel sangue sale rapidamente. Il pancreas rilascia insulina per far entrare il glucosio nelle cellule.
Ma l'insulina ha anche un altro effetto: blocca la lipolisi (la rottura del grasso). Quando l'insulina è alta, non puoi bruciare grasso. Peggio: l'insulina cronicamente elevata porta a insulino-resistenza, che crea un circolo vizioso.
1. Dieta ricca di zuccheri e carboidrati raffinati
↓
2. Picchi insulinici frequenti
↓
3. Le cellule diventano resistenti all'insulina
↓
4. Il pancreas produce ANCORA PIÙ insulina
↓
5. Accumulo di grasso viscerale + impossibilità di dimagrire
Nel Metodo Sinergy non contiamo le calorie. Guardiamo a:
Non è importante solo quanti carboidrati mangi, ma come impattano sulla glicemia. Preferiamo carboidrati a basso indice glicemico che non creano picchi insulinici.
Alcune persone metabolizzano meglio i grassi, altre i carboidrati. Il tuo DNA ci dice quale macronutrient ratio funziona per te.
Quando mangi è importante quanto cosa mangi. Carboidrati la sera = insulina alta quando dovresti dormire. Proteine al mattino = glucagone che mobilita il grasso.
Prima di modificare la dieta, ribilanciamo il microbiota con probiotici mirati e fibre prebiotiche specifiche.
Abbiamo seguito pazienti che mangiavano 1200 kcal/giorno senza perdere peso. Dopo aver aumentato le calorie a 1800-2000 (ma cambiando COSA mangiavano e QUANDO), hanno iniziato a dimagrire. Perché?
Scopri l'approccio metabolico e ormonale del Metodo Sinergy per un dimagrimento sostenibile.
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